A Pomezia, città dalla duplice Fondazione, il Borgo è chiuso ed il Centro non è più tale neppure in senso geometrico. Che fare?

Si può sempre fare qualcosa con cui invertire il rapporto tra sviluppo e progresso , rimettendo al centro il benessere e la qualità della vita anziché il solo cosiddetto “sviluppo” L’idea di centro insediativo a scala umana su cui si articolava l’impianto urbanistico razionalista del ’39: una piazza centrale intorno a cui si raccolgono gli elementi identificativi della Comunità, è stata dimenticata totalmente! E’ stata soppiantata da una logica di speculazione edilizia , i cui risultati sono ormai sotto gli occhi di tutti. Una progettualità vera dovrebbe proiettarsi sui tempi lunghi , ma al suo posto c’è una faida politica per cui chiunque vinca le elezioni tende ad annullare semplicemente le iniziative intraprese dalle precedenti amministrazioni

II

Da quando non viene aggiornato il PRG (piano regolatore generale)?

Il Piano regolatore costituisce l’esempio lampante di quanto prima dicevo. Presto tramontati gli effetti del primo Piano del 1937, concepito per un massimo di 9.000 abitanti, si è passati al secondo Piano urbanistico del 1967. Esso fu varato nel pieno di una crescita tumultuosa e risultò accelerare piuttosto che bilanciare gli squilibri derivanti dalla trasformazione di Pomezia da centro di servizio di un territorio a vocazione agricola a centro di attività produttive e di servizio. Squilibri aggravati da un modello turistico basato sulla seconda casa per i cittadini romani, che in pochi anni ha consumato una delle risorse di maggior rilievo qual è il litorale di Torvaianica. Il piano del 1967 fu modificato con l’approvazione definitiva della REGIONE LAZIO nel 1974, ma comunque rimase carente a livello infrastrutturale per molti aspetti, ad esempio , la viabilità. Le amministrazioni di Sinistra dal 2007 al 2011 scelsero di avviare alcuni processi di variante al PRG del 1974, senza per questo addivenire a risultati che abbiano avuto effetti determinanti sul territorio. Solo con la prima amministrazione del M5S si ebbe un tentativo serio di intervento strutturale. Con la DELIBERAZIONE del CONSIGLIO n. 69 del dicembre 2014 si revocavano i predetti procedimenti di variante e contestualmente si approvava un ATTO di INDIRIZZO ai fini della realizzazione di un nuovo PUCG ( piano urbanistico comunale generale). Questo virtuoso procedimento si è incagliato da qualche parte nel suo iter burocratico, dopo di che, grazie alla scelta della attuale Amministrazione di centro destra di annullare tutte le precedenti deliberazioni comunali nel merito, come nel gioco dell’oca , Pomezia è tornata indietro di 50 anni e cioè al PRG del 1974! I principi di una urbanistica non dissipativa, la tutela dal consumo del suolo, la preservazione e la rivalutazione delle identità locali, tutto sparito nel nulla in un istante

III

E’ parso invece a molti che l’attuale Amministrazione si sia infilata nel pasticcio del cosiddetto RUDERE per la fretta di fare più che di disfare. Lei cosa ne pensa?

Il progetto ideato dalla precedente Amministrazione del M5S (nell’ambito del PNRR) per l’adeguamento sismico della scuola P.V. Marone, prevedeva una spesa di circa 4,5 milioni di Euro. Essa è lievitata sotto l’attuale Amministrazione fino ad oltre 10 milioni di Euro. Questo ha comportato le ricerca di fondi per la copertura finanziaria . Gli oltre 6 milioni di Euro mancanti sono stati reperiti dal FOI ( fondo opere indifferibili) e decapitando altri cinque mutui già attivi per altrettanti progetti in itinere ,tra cui il teatro comunale. Parallelamente è emerso un problema di tempi, poiché il PNRR prevede la fine dei lavori ed il collaudo entro fine giugno 2026. A tal proposito è stata introdotta una variante che prevede la demolizione dell’edificio scolastico e la sua ricostruzione con tecnologia prefabbricata, con l’evidente effetto , non dichiarato di comprimere i tempi di lavorazione. Ma a guardare la situazione oggi in cantiere appare assai improbabile che i lavori finiscano per tempo. Il Comune appare quindi esposto ad una serie di problematiche tra cui , in particolare, il diniego di una parte del contributo FOI e/o la perdita del finanziamento PNRR a causa delle disattese prevista scadenza


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