ALLARME…Non son razzisti!

Nel 211 d. C. nella Constitutio Antoniniana , l’Imperatore Caracalla concede la cittadinanza romana a tutti i cittadini liberi dell’IMPERO.

E’ l’ultima tappa di una ascesa iniziata già nel 90 a.C. in epoca repubblicana ,con la LEX IULIA ,che concedeva la cittadinanza romana a tutti gli Italici e proseguita nel 49 a.C. con la legge Latina di Giulio Cesare che concedeva la stessa ai popoli della Gallia Cisalpina

L’Imperatore Claudio in un memorabile discorso al Senato riportato da Tacito (Annales XI,24) , si rivolge così ai Senatori recalcitranti al suo progetto di dare la possibilità di concorrere a cariche pubbliche ai cittadini “romani” della Gallia Comata: ” O , Padri coscritti, tutte le cose che si credono antichissime furono nuove un tempo. A quale altra cagione fu da attribuirsi la rovina degli Spartani e degli Ateniesi, se non al fatto che essi, per quanto prevalessero con le armi, consideravano i vinti come stranieri? Romolo nostro fondatore fu invece così saggio che ebbe a considerare parecchi popoli, in uno stesso giorno, prima nemici e subito dopo concittadini”

Già in epoca repubblicana e poi nell’IMPERO accedere alla cittadinanza non era una questione di sangue come ad Atene ed in tutta la Grecia, dove solo gli uomini adulti figli di genitori greci potevano partecipare alla democrazia.

Caso lampante per comprendere la cittadinanza a Roma è quello di San Paolo, ebreo di Tarso in Cilicia, perfettamente ellenizzato, era cittadino romano sin dalla nascita. Egli predicava a Gerusalemme, quando nel 57 d. C. , la popolazione ebraica insorge e lo fa arrestare. Al tempo era Governatore di Giudea Porcio Festo. Condotto dinanzi al tribuno Lisia, questi si prepara a farlo flagellare, quando Paolo dichiara di essere cittadino romano. Il tribuno, allarmato, ordina subito di rilasciarlo, poiché nessun cittadino romano poteva essere torturato prima di essere processato.

Significativo il racconto autobiografico che fa dell’episodio lo stesso Paolo (ATTI degli APOSTOLI XXII, 25-29): Quando lo ebbero legato con funi, Paolo disse al centurione vicino a se : ” vi è consentito flagellare un cittadino romano non ancora giudicato?” Sentito ciò il centurione si rivolse al tribuno e lo avvertì dicendo: ” cosa stai per fare? questo uomo è un cittadino romano” Allora il tribuno si avvicinò a Paolo e gli disse: “Dimmi sei cittadino?” e quello rispose “Sì”, Il tribuno replicò ” Ho ottenuto la cittadinanza con molta fatica ” E Paolo rispose ” Io invece lo sono dalla nascita” Allora quelli che dovevano interrogarlo immediatamente si allontanarono da lui; lo stesso tribuno ebbe paura, dopo aver saputo che egli era cittadino romano e lui lo aveva legato”

Lo spirito universale della Lex Romana , passa nella Roma “Cattolica” e si reinterpreta nell’ Impero Fascista. Ma i globalisti monocordi e i ventriloqui ripetitori degli schemi usurati del mainstream continueranno a sostenere l’eguaglianza romanità = fascismo = razzismo


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